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CON GLI OCCHI DI UN... FIORENTINO

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Firenze

Abbiamo chiesto a un fiorentino di chiudere gli occhi e guidarci per tutta Firenze.

“Immagina di stare in piedi sulla pietra, nell’esatto centro di Piazza della Signoria, dove l’iscrizione riporta il punto preciso dove fu condannato Frate Savonarola.
Ecco ora guarda oltre il Palazzo Vecchio verso la Galleria degli Uffizi e noterai un sospeso passaggio aereo tra i due edifici che getta, lungo l’Arno e tutto sopra i negozi di orafi di ponte vecchio, ben oltre la chiesetta medicea di Rosso Fiorentino fino a Palazzo Pitti.

Hai appena percorso il tragitto che il Granduca avrebbe corso in caso di sommossa popolare, indisturbato, dal suo studio in Palazzo Vecchio, lungo gli Uffici fino alla sua residenza e da lì, su per la collina attraverso il Giardino di Boboli fino alla piazza adesso dedicata a Michelangelo, da dove ammirare la città.

Non solo: sai che adesso in quel corridoio disegnato e costruito da Vasari è ospitata la galleria di autoritratti più grande al mondo? Inizi la visita con a lato il self portrait di Durer e finisci con Picasso, ma in pochi lo sanno.
E a proposito di vedute sulla città, forse noterai la fortezza militare detta da basso.
Quella dall’alto è proprio il Forte Belvedere adiacente al Piazzale Michelangelo.
Ecco i suoi bastioni non sono rivolti verso l’esterno della città per individuare un possibile attacco dall’esterno di un nemico invasore bensì verso l’interno: fiorentini ghibellini e fiorentini guelfi riottosi da tenere sotto controllo! E, pensa, è l’unica al mondo...

Tornando verso il centro della città, guardando frontalmente il campanile di Giotto, sulla tua destra, in un vicolo medievale,  troverai una ‘bottega alimentare’ storica che solo i fiorentini conoscono: Pegna, dove, dal 1860, puoi acquistare prodotti toscani di fattorie locali, come l’olio extra vergine di Volterra, un regalo genuino da portare a casa.
Dopo tanto camminare e visitare, ti consiglio di orientarti verso la chiesa di San Lorenzo, dietro la quale, all’interno delle Cappelle Medicee, troverai gli originali de Alba e Tramonto di Michelangelo. Adesso puoi iniziare a fischiettare “Viva la pappa col pomodoro” che Rita Pavone cantava negli anni ’60: a 100 metri la trattoria Antichi Cancelli ne prepara una succulenta!
È la trattoria dove ti porterebbe un fiorentino: pochi coperti, tovaglie a quadretti bianchi e rossi, vino al fiasco, e... sorpresa, nessun turista! Se invece preferisci una bistecca alla fiorentina, evita ristoranti che espongono la carne in vetrina e dirigiti verso Piazza Santa Croce: proprio dietro, il ristorante Fagioli è uno dei più frequentati dai fiorentini perché fuori dai giri turistici. Ambiente rustico e carne di prima qualità ma, mi raccomando, non ordinarla per solo una persona: ricordati che la bistecca alla fiorentina è minimo un chilo!

Certo dopo una cena simile, bisogna un po' smaltire: ti consiglio allora di attraversare nuovamente la piazza Santa Croce fino a Piazza dei Ciompi: non ci fa mai caso nessuno ma sopra il loggiato in pietra vedrai delle maioliche raffiguranti dei pesci, niente di più adatto per il medievale mercato del pesce!
E proprio lì davanti concediti un cono di gelato da Procopio: pensa, troverai al massimo 8, 9 gusti perché Procopio produce solo gelato con frutti della stagione in corso e con latte vero! Straordinario pensare che abbia vinto un sacco di premi come miglior gelateria di Firenze e nessun turista sa che esiste!!
Il mio preferito, Pistacchio di Bronte e Crema, yum! Poco più avanti, un po' distante dai giri classici, troverai Sbigoli: Firenze è conosciuta per le sue ceramiche e Sbigoli è tra i meno commerciali della città. Troverai ceramiche nello stile fiorentino di maioliche, centrotavola di limoni e arance e mille altri articoli tutti rigorosamente prodotti a mano nel laboratorio all’interno del negozio. Il proprietario sarà ben felice di farti curiosare durante la lavorazione!

Ah! E a proposito di Fra Savonarola: lasciati il Duomo alle spalle e cammina per dieci minuti sull’elegante via Cavour. Ti troverai davanti la facciata di San Marco, dove predicava il buon frate, e sorpassato l’elegante chiostro rinascimentale interno puoi accedere alle celle dei frati tutte dipinte, con le sue dolci Madonne, dal frate Beato Angelico. Uscendo dalla chiesa, dai uno sguardo alla tua destra: è lì, nel giardino oscurato alla vista, che il piccolo Michelangelo imparava a scolpire.

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