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IL PACHINO: IL POMODORO IGP, MAESTRO DI INNOVAZIONE

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Pachino

Chi l’avrebbe mai detto che un prodotto tradizionale, succoso e fresco, potesse essere invece un esempio anche di innovazione digitale?
Il 2020 è stato un anno che tutti ricorderanno, ma per molti è stato anche un anno di crescita ed evoluzione.
Questo è il caso anche del pomodoro Pachino, uno dei grandi simboli culinari della Sicilia.
Questa varietà di pomodoro così rosso, dolce e dalla forma simile a una ciliegia è coltivato fra le province di Siracusa e Ragusa e prende nome dalla cittadina di Pachino (SR), dove queste tipiche piante a grappolo brulicano incontaminate.


Il nome stesso Pachino potrebbe avere due matrici, quella fenicia pachum che significa “guardia” o quella greca pachys “abbondante, fertile”.
In ambo i casi Pachino è un topos giusto per indicare le due qualità di questo frutto, così pregno di proprietà e vitamine, ma anche un vero e proprio guardiano della economia siciliana.

Il pomodoro Pachino IGP è infatti da quest’anno anche un esempio di modernità e vanto tecnologico. Tutta la filiera di produzione è controllata attraverso l’innovativo metodo di blockchain.
Il consumatore sarà così in grado di risalire perfino al campo del coltivatore che ha piantato quel medesimo seme nel terreno, tutelando sia l’ambiente che i valori etici.
Numerose sono ormai le varietà del Pachino, in tutte le forme e salse, per cui vi consigliamo di farvi illuminare nella scelta dai commercianti dei mercati locali o di gustarlo in riva al mare sulle spiagge di Marzamemi.

In ogni caso se volete sapere di più su questo magnifico vegetale e i suoi usi in cucina vi consigliamo di atterrare sul blog del pomodoro di Pachino IGP, mentre se volete sapere di più sulle magnifiche terre in cui è coltivato, qui il link su Pachino e le splendide attività e città visitabili dopo essersi gustati un bel piatto di spaghetti allo scoglio, conditi di rosso.

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