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PERDERE LA BUSSOLA: CAVO PARADISO E TROPICANA

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Mykonos

All’interno della letteratura italiana molti libri citano le vacanze in Grecia come tappa fondamentale nella crescita di un uomo. Come Andrea Di Carlo che ne parla nel romanzo Due di Due, c’è una meta che fin dagli anni settanta è consigliata per chi vuole partire per un’avventura senza sapere cosa gli porterà in dote la sorte: le Isole Cicladi.

In particolare delle Cicladi una è considerata l’isola della perdizione: Mykonos.
Se è vero il detto “quello che succede a Mykonos, resta a Mykonos” merito ne hanno sicuramente le due discoteche più famose dell’isola: il Tropicana e il Cavo Paradiso. Situate entrambe a Paradise Beach, Kalamopodi se si vuole fare i pignoli, una delle spiagge più frequentate e famose dell’isola, sono due discoteche molto diverse per il tipo di impostazione.

Il Tropicana apre infatti le proprie porte intorno alle 16 del pomeriggio, garantendo ora dopo ora una crescita del volume della musica che si alza alla pari con il tasso alcolemico dei presenti.
La discoteca è rinomata fra noi italiani anche vista le presenza del vocalist Sasà. A guidare infatti le serate fra l’altro è un ex poliziotto napoletano, e star su Instragram da quasi 25 mila follower, quello che tutti conoscono come il re di Mykonos o "Elephant Man".

Se il Tropicana è l’antipasto, il Cavo Paradiso è il piatto principale di una tipica serata a Paradise Beach.
Gran parte delle discoteche infatti aprono intorno alle 23 e di solito si preferisce iniziare la serata nei lounge bar come il Tropicana per poi arrivare nella vera e propria discoteca in orario di punta.
Al Cavo Paradiso, fra luglio e agosto, i DJ più famosi del mondo suonano fra le 2 e le 4, con serate che vanno avanti fino all’alba del mattino seguente.
Se si riesce a tenere ancora gli occhi aperti e godersi il sorgere del sole, fra le bellezze naturali e uno scenario apocalittico, è una vista da provare almeno una volta nella vita, anche se si va a Mykonos in età più matura e non solo se si ha vent’anni.
Con oltre 3000 mq di proprietà, questa istituzione aperta nel 1993 ed è un must per chi vuole affermare di aver visitato uno dei templi della movida non solo isolana, ma addirittura europea e mondiale.

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