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RAVENNA: LA TOMBA DI DANTE E I MOSAICI

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Basilica di San Vitale

È il 1321 e a Ravenna muore di malaria quello che è considerato anche ai giorni nostri il più grande poeta italiano, lodevole di aver plasmato la nostra lingua, Dante Alighieri.

A esattamente settecento anni dalla sua morte le due città simbolo della sua vita hanno deciso di rendergli omaggio.

Se di Firenze parleremo in un altro articolo, possiamo anticiparvi che la città di Ravenna ha indetto tre mostre, la prima già presente da fine 2020, e un’infinità di eventi in onore del Sommo Poeta.

Per la verità dopo essere stato cacciato dalla propria Firenze a causa delle sue vedute politiche, Dante fu esule in molte terre e come accadeva spesso fra i grandi geni del passato visse alla corte di vari signori per alcuni mesi o anni.

Passò infatti i primi mesi del suo primo esilio fra Forlì, Padova e la Lunigiana, salvo poi spostarsi nel Casentino, nei pressi di Arezzo, convinto che il Re di Lussemburgo Arrigo VII potesse imporsi sulla maggiore città toscana.

La morte dell’imperatore Arrigo fece crollare le speranze di Dante di rientrare in città essendo un guelfo bianco, ossia un sostenitore della convivenza fra papato e impero, così decise di trasferirsi a Verona dove passò sei prolifici anni.

È ancora incerto come mai il Ghibellin fuggiasco, soprannome affibbiato da Ugo Foscolo ne I sepolcri, lasciò la corte degli Scaligeri, fatto sta che si trasferì in definitivo a Ravenna, dove giacciono le sue reliquie nella cosiddetta Zona del Silenzio, affianco al Quadrarco di Braccioforte e al museo dedicato al Poeta.

La Ravenna in cui mette piede Alighieri è una Ravenna guelfa, amministrata dalla signoria De Polenta coadiuvati dai riminesi Malaspina, e non ha, come tuttora, dimenticato i grandi fasti dei secoli precedenti.

Con la presa di Roma e la decadenza della città caput mundi nel 476 d.C., Ravenna diventa infatti la città principale dell’Impero Romano d’Occidente.

Da quel momento in poi Ravenna viene insediata da molteplici popolazioni come gli Ostrogoti, ma soprattutto i Bizantini che, come alla vicina Venezia, portano una ventata d’Oriente dal sapore di spezie e pietre preziose.
Così di tutte le influenze ricevute quella che più ha inciso nella storia della città e delle sue costruzioni, di cui fanno parte anche 8 siti patrimonio mondiale dell’UNESCO, è stata quella paleocristiana.

Fra il V e il VI secolo e quindi il Regno del goto Teodorico e l’Esarcato dell’Imperatore bizantino Giustiniano sorgono tutti i grandi mausolei e le stupende Basiliche per cui Ravenna è famosa in tutto il mondo.

Maestosi all’esterno, tutti questi luoghi di culto verso il Dio dei primi cristiani o i grandi governanti di quei secoli, sono soprattutto unici per le meraviglie che custodiscono all’interno: i mosaici più belli del mondo.

Ecco a voi alcune immagini di tre di questi magici luoghi che vi invitiamo a visitare: la Basilica di Sant'Apollinare Nuovo, la Basilica di San Vitale e la Cappella Arcivescovile o di Sant'Andrea, ma davvero non dimenticate di visitare nessuno , compresa Sant'Apollinare in Classe, leggermente fuori città in direzione dell'Adriatico. Ma Ravenna, tre volte capitale d'Italia e città amata da grandi come Lord Byron, Oscar Wilde,
Carl Gustav Jung, Gabriele D’Annunzio, è uno scrigno con tante altre meraviglie da scoprire.

Basilica di San Vitale
Basilica di San Vitale

Ne è un esempio il Mausoleo di Galla Placidia, dalle cui finestre di alabastro filtra una luce che fa brillare le tessere blu cobalto e le stelle dorate della volta.
Altre tappe per gli amanti dell’arte sono il MAR - Museo d’Arte della cittа di Ravenna, che accoglie le collezioni della Pinacoteca comunale e un’importante raccolta di Mosaici Contemporanei, e il Museo Nazionale di Ravenna, situato nel complesso monumentale di San Vitale.
A pochi passi dalla Tomba di Dante c’è la Basilica di San Francesco, che nel XIV era frequentata dal Sommo Poeta. Merita una visita, soprattutto per la particolarità della sua cripta: costruita nel X secolo per custodire le reliquie del vescovo Neone, oggi è visibile attraverso una finestrella posta sotto l’altare maggiore, e il pavimento, ricoperto da un mosaico, è costantemente sommerso dall’acqua. 
È ricavato da un vecchio zuccherificio il Museo Classis della Cittа e del Territorio, che racconta la storia di Ravenna: le origini etrusco-umbre, l’antichità romana, la fase gota, l’età bizantina, l’alto Medioevo. 
Da non perdere la Cripta Rasponi, con i suoi mosaici policromi e la bellissima torretta neogotica immersa nei Giardini Pensili del Palazzo della Provincia, dai quali si gode dello straordinario panorama della città. 
Nel grande parco pubblico della Rocca Brancaleone invece si cammina tra le mura di quella che era una fortezza veneziana costruita nel 1457 e ci si godono i giardini. 
Ravenna è anche museo a cielo aperto. Dalla Darsena a Porta Adriana, dalla zona stadio alla Rocca Brancaleone, sono tantissime le opere di street art firmate da artisti italiani e internazionali.  
Tra i tesori da scovare, c’è la collezione Ghigi-Pagnani: oltre 200 opere raccolte ed esposte in una originale villa unica, costruita ad hoc in stile americano e mediterraneo, proprio per contenere, raccontare e diffondere la passione per l’arte di Roberto Pagnani e di sua moglie Raffaella Ghigi.
Anche il territorio intorno alla città offre tante opportunità di divertimento. Gli appassionati della natura e del territorio potranno andare alla scoperta delle pinete di San Vitale e di Classe.
Chi ama gli animali e gli uccelli potrà visitare le oasi di Punta Alberete e Valle Mandriole: ultimi residui delle paludi di acqua dolce che una volta si estendevano nel territorio oggi sono scorci naturali molto suggestivi, che fanno da habitat naturale a numerose razze di uccelli rari.

Sfruttate quindi anche voi l’opportunità di ricordare l’autore della Divina Commedia, prestando un saluto alla sua tomba e partecipando ai numerosi eventi in suo onore, il 2021 può essere l’anno perfetto per visitare la città dei Mosaici.

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